IL TERRITORIO
La Val Mareno, il cui territorio corrisponde ai comuni di Miane, Follina, Cisòn di Valmarino e Pieve di Soligo, ha precisi confini, così definiti :
- a Nord, il crinale montuoso delle Prealpi, con la vetta sovrastante il villaggio confinario di Sollèr, il Monte Cisa, poi il Monte Cimòn, Cima Lassòn, l’antichissimo valico del S. Bòldo, Cima Agnelezze, Col de Mòi, S. Fermo di Pràderadego, Còl di Varnàde, Monte Crèp, Monte Salvedelle, Monte Castelèt, Monte Cimòn;
- ad Ovest la profonda incisione costituita dalla Valle della Cavallèra che scende dal Monte Cimòn, la Val Brutta del Madeàn fino a Ponte Raboso ed alla sottostante intersezione fra i confini amministrativi di Miane, Valdobbiadene e Farra di Soligo;
a Sud l’intersezione predetta con Monte Moncadèr, il Roccolo, Monte Pertegàr, i Boschi di Carpenè fino al Rio Campèa e dalla confluenza di questo lungo il fiume Sòligo fino a Barbisanello e al torrente Lièrza, escludendo Barbisano;
- ad Est: il corso del torrente Lièrza, da Barbisanello a Zuèl di là, il crinale collinare fino a Resèra, il pendio delle Fratte ad intersecare il fiume Sòligo nella piana della Tajàda e la Valle del Piovesòn.
Val Sana (Valsana): un falso storico.
Negli ultimi anni il territorio della Val Mareno è oggetto di errore e confusione nelle comunicazione con il pubblico, infatti si continua, incuranti di un millennio di storia e tradizioni locali, ad appellare il territorio della Vallata o Valle del Soligo, per la gran parte Val Mareno, con il nome di Valsana - toponimo inesistente frutto di un’errata traduzione ed attribuzione geografica del termine latino medievale Sanae Vallis - (Sana Valle è il nome che i monaci cistercensi hanno attribuito, nel XIV Secolo, alla porzione di territorio che afferisce al monastero di S. Maria, grossomodo corrispondente all’attuale abitato di Follina - cui confini sono: a Est, il torrente Marèn; a Ovest, il fiume Follina ; a nord il Monte Pianèzze; a Sud, le località: Tre Ponti e Fornasètte, nei pressi delle quali i primigeni monaci colonizzatori praticarono una profonda incisione che permise alle acque dei fiumi Sòligo e Follina di refluire liberando dall’impaludamento le terre intorno al piccolo colle ove sorge il monastero di S. Maria, rendendo salubri i territori circostanti allo stesso; di qui la chiara derivazione del toponimo di Sanae Vallis).
L'analisi topografica di parte dell'antica cartografia riguardante la Marca Trevigiana ha individuato con certezza due denominazioni distinte per l'area analizzata che mutano a seconda della delimitazione geografica contemplata sia essa afferente alla pura estensione orografica della Valle oppure all'estensione storico-orografica della Contea di Val Mareno.
- C. Tolomeo, Geographia (…), Venezia 1533;
- A. Ortelio, Theatrum orbis terrarum (…), Antuerpiae 1570;
- J. Hondius, Nova et accurata Italiae hodiernae descriptio (…), Amstelodami 1626;
- G. Mercatore, Gerardi Mercatori Atlas (..), Amstelodami 1630;
- D. Cloppenburg, Tarvisina Marchia et Tirolis Comitatus, Amsterdam 1632;
- G. Jansson, Novus Atlas sive Theatrum Orbis terrarum (…), Amstelodami 1635;
- G. Mercatore, Atlantis novi Pars Tertiam (…), Amstelodami 1638;
- G. Blaeu, Theatrum orbis terrarum, sive atlas novus (…), Amstelodami 1640;
- J. Janssonii, Novus Atlas sive thatrum orbis terrarum (…), Amstelodami 1642;
- Atlante dei Cappuccini, 1643;
- S. Mozzi Scolari, Territorio Trivigiano, Venezia 1687;
- V. Caronelli, Atlante Veneto (…), Venezia 1695;
- P. Mortier, Noveau theatre d’Italie, Amsterdam 1704 -1724;
- A.Vasor a Varea, Universus terrarum orbis (…), Patavii 1713;
- G. De l’Isle, Atlante novissimo (…), Venezia 1715;
- G. Salmon, Lo stato presente di tutti i paesi e popoli del mondo naturale (…), Venezia 1740;
- G. Bonifaccio, Istoria di Trevigi, Venezia 1744;
- Atlas universel dressè sur les meilleures cartes modernes, Venezia 1776;
- D. Reylli, Atlante (…), Lipsia-Vienna 1778;
- M. S. Giampicccoli, Notizie istoriche-geografiche appartenenti alla città di Trevigi e della sua provincia (…), Belluno 1783;
- A. Zatta, Atlante novissimo illustrato (…), Venezia 1783;
- Carte de la Rèpublique Cisalpine (…), Paris 1798;
- G. Malvolti, Carta topografica del paese trevigiano, Bassano 1809
Nel primo caso, ci si riferisce alla delimitazione topografica della Vallata o Vallata del Soligo che corrisponde geograficamente alla porzione di territorio valligiano che si estende dalle porte del paese di Rèvine sino all’abitato di Combài e che si riferisce alle circoscrizioni comunali di Rèvine-Lago, Tarzo, Cisòn di Valmarino, Follina, Miàne e Pieve di Soligo; nel secondo caso ci si riferisce alla delimitazione topografica della Val Mareno che corrisponde al territorio afferente all’antica Contea della Val Mareno, Vallis Mareni o Vàl di Marèn che ha precisi confini sanciti statualmente almeno dal XIV Secolo (si veda sopra) e si riferisce alle circoscrizioni comunali di Pieve di Soligo, Follina, Miàne e Cisòn di Valmarino. La Contea di Val Mareno era suddivisa in dodici Ville, queste le località che la componevano:
- la Villa di Cisòn, centro politico, amministrativo e giudiziario della Contea (in esso erano presenti i maggiori edifici pubblici) comprendeva anche il piccolo abitato di Mura;
- la Villa di Marèn (oggi Valmareno), il cui territorio prevalentemente montuoso, si estendeva fino alla sinistra del fiume Follina;
- la Villa di Miane, il cui territorio si estendeva fino alla destra del fiume Follina;
- le Ville di Visnà, Virgomàn (oggi Vergomàn), infatti quest’ultime erano ville autonome e potevano nominare uno dei membri dei dodeci della Valle;
- la Villa di Combai, con il territorio circostante;
- la Villa di Campèa;
- la Villa di Còl;
- la Villa di Pràmaor (oggi Prèmaor);
- la Villa di Tòvena, che comprendeva anche le località di Sollèr e Gai;
- la Villa di Rolle, che comprendeva le località di Zuèl e Pedeguarda;
- la Villa di Solighetto che era il centro giurisdizionale dell’antica Gastaldia di Solighetto, essa comprendeva l’abitato di Farrò, di Pieve del Contà oggi Pieve di Soligo e di Barbisanello, escludendo Barbisano (si evidenzia che negli Statuti valligiani la villa di Solighetto viene inserita territorialmente e giurisdizionalmente come Gastaldia di Solighetto e può eleggere un solo membro dei dodeci della Valle).
Va sottolineato altresì che Follina non è mai esistita come villa autonoma; il suo territorio e abitato appartenevano per la maggior parte alla Villa di Marèn (sino al fiume Follina) e solo in piccola parte alla Villa di Miane (sino al fiume Follina). Per quanto riguardava la cura delle anime, gli abitanti di Follina (residenti ad Est rispetto all’omonimo fiume) si riferivano alla curazia della Villa di Marèn, i rimanenti (che risiedevano ad Ovest del precitato fiume Follina) si riferivano alla pieve di Miane ed alla chiesetta di S. Tomio (l’edificio sacro situato a mezza costa fra gli abitati di Follina e Miane).